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Sciarroni - DreamCatcher : DreamCatcher

Alessandro Sciarroni

Folk-S. Will you still love me tomorrow?

 

Folk-S. Will you still love me tomorrow?, la nuova creazione del coreografo, danzatore ed artista visivo Alessandro Sciarroni è una riflessione intorno ai fenomeni popolari di danza folk sopravvissuti alla contemporaneità. Lungi dal risolversi in una coreografia strutturata e chiusa, lo spettacolo si costruisce come una pratica performativa in fieri, basata sulla messa in scena in loop dei passi dello Schuhplattler, un ballo tipico bavarese e tirolese che consiste nel battere le mani sulle proprie gambe e calzature. La scena, spoglia, ospita cinque danzatori di formazione e fisicità diversa (oltre allo stesso Sciarroni, Marco D’Agostin, Francesca Foscarini, Pablo Esbert Lilienfeld e Matteo Ramponi) pronti ad accogliere gli spettatori eseguendo i passi del ballo, in cerchio e nella penombra. Gli stessi passi sono eseguiti in loop per tutto lo spettacolo. Il ballo tradizionale offerto allo sguardo dello spettatore – come annuncia D’Agostin dopo pochi minuti dall’incipit dello spettacolo – avrà luogo fino a quando ci sarà almeno uno spettatore a guardarlo o fino a quando i performer avranno le forze per rimanere in scena. La musicalità e il ritmo della danza, di cui il corpo dei danzatori stessi diviene strumento d’origine, è la forma e il contenuto della coreografia: la danza tradizionale è suono ma anche regola e dittatura; un susseguirsi di movimenti dettati dalla forma ritmica e non da ciò che essa contiene. Il segno sonoro equivale perfettamente al segno formulato dall’immagine del corpo danzante ora estraniato dal suo contesto d’origine e svuotato della sua tradizionale valenza comunicativa. Non c’è cerimonia, ma solo la superficie di un mondo folk(lorico) pronto a divenire folklorisistico, a morire nell’usura del gesto, nel mortificarsi del corpo o nello spirito sadico e superficiale di uno spettatore voyeur che guarda il paesaggio scenico come un’ipnotica cartolina, voglioso di testarne i limiti.
Will you still love me tomorrow? È dunque un’indagine sul loop inteso come battito, percussione ma anche circoscrizione di uno spazio e di un tempo (presente), definizione di un interno e di un esterno, di una comunità. È, infine, la messa in scena della lotta di questa comunità contro la sua evoluzione, la descrizione della perdita di valore della tradizione: il deperire del tempo presente, del sorriso sul volto dei danzatori, del suono di una fisarmonica di cui non rimane che il soffio, un ultimo respiro, tra cerimonia e martirio.
Solo quando lo spazio comunitario circoscritto dal ritmo sonoro sarà abbandonato dagli spettatori o dagli esecutori, lo spettacolo potrà dirsi concluso. Dello Schuhplattler rimarrà solo il ricordo turistico, una cartolina, una gif animata da trovare online. Forse, l’ultima goccia di sudore di un corpo consumato dal tempo.